La composizione negoziata della crisi d’impresa rappresenta, senza dubbio, una delle principali novità introdotte dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14). L’istituto, invero, è attivo dal 15 novembre 2021, ma il legislatore ha definito i contorni della sua disciplina soltanto con il Decreto Legislativo n. 136/2024 (c.d. correttivo-ter). La composizione negoziata, ispirata alle esigenze dell’allerta, consente all’imprenditore di attivare un percorso guidato e protetto di contrattazione con i propri creditori, sotto la regia di un professionista indipendente (l’esperto), percorso che può portare all’adozione di uno strumento di ristrutturazione (del debito e dell’impresa). Le regole sulla classificazione del credito Una delle questioni più rilevanti, che riguarda i crediti di origine bancaria, è la classificazione del credito che viene effettuata nel corso della composizione negoziata. In particolare, ci si chiede se, con l'avvio della composizione negoziata, il credito della banca o del cessionario debba subire delle modifiche in termini di classificazione e se vi siano margini di manovra per il creditore. Questo, evidentemente, nelle ipotesi in cui il credito non sia stato girato a sofferenza ancor prima dell’ingresso in composizione negoziata. Ricordiamo, a tal riguardo, che in base alle disposizioni di Banca d’Italia (Circolare n. 272 del 2008) i crediti deteriorati possono rientrare nelle seguenti tre categorie, che presuppongono un grado di rischio crescente: esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili (c.d. UTP), sofferenze. La questione della classificazione del credito non è da sottovalutare; si tenga presente che la delibera di passaggio a sofferenza comporta, nella prassi, la revoca delle linee di credito concesse dalla banca e la relativa segnalazione del debitore in Centrale Rischi. Ebbene, l'art. 16 comma 5 del codice della crisi precisa che «la notizia dell'accesso alla composizione negoziata della crisi e il coinvolgimento nelle trattative non costituiscono di per sé causa di sospensione e di revoca delle linee di credito concesse all'imprenditore né ragione di una diversa classificazione del credito». Il quinto comma dell’art. 16, inoltre, prevede che «nel corso della composizione negoziata la classificazione del credito viene determinata tenuto conto di quanto previsto dal progetto di piano rappresentato ai creditori e della disciplina di vigilanza prudenziale, senza che rilevi il solo fatto che l'imprenditore abbia fatto accesso alla composizione negoziata». Secondo la nuova disciplina contenuta nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, quindi, ogni decisione sulla classificazione del credito, da parte dei creditori finanziari, deve essere ponderata e, soprattutto, deve essere motivata, ovvero coerente con la disciplina di vigilanza prudenziale. La disciplina di vigilanza prudenziale è il complesso sistema normativo (composto da norme comunitarie e nazionali) che comprende, in primo luogo, il Regolamento (UE) 575/2013 (Capital Requirement Regulation o CRR), ovvero il regolamento sui requisiti prudenziali per gli enti creditizi. Per quanto riguarda la normativa italiana, invece, si può richiamare, in primo luogo, il principio di sana e prudente gestione, previsto dall'art. 5 del Testo Unico Bancario (Decreto Legislativo n. 385/1993). Come giustamente osservato dai primi commentatori, la ratio delle nuove disposizioni codicistiche è evidente: il legislatore vuole evitare che l’iniziativa dell’imprenditore, che presenti l’istanza per accedere alla composizione negoziata, abbia l’effetto controproducente di innescare una reazione difensiva da parte del ceto bancario, che potrebbe tentare di recuperare urgentemente il proprio credito. Le regole appena viste, tuttavia, attraverso il rinvio generale alla disciplina di vigilanza prudenziale, ci fanno capire come la normativa bancaria possa influenzare il processo di risanamento delle imprese. Da questo punto di vista, quindi, la disciplina di vigilanza prudenziale, pensata per migliorare gli attivi bancari, potrebbe costituire un limite nel contesto della composizione negoziata.
Il testo ufficiale del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, aggiornato con le modifiche dell’ultimo correttivo, può essere visualizzato utilizzando il seguente link:
Il testo ufficiale del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, aggiornato con le modifiche dell’ultimo correttivo, può essere visualizzato utilizzando il seguente link: Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza
